I pro e i contro del pignoramento degli stipendi per una società di recupero crediti e per i suoi committenti

CO-CREIAMO SOLUZIONI
Quando il titolo diventa esecutivo, dopo la sua notifica e la mancata opposizione, si può procedere alla fase esecutiva nei confronti del debitore, colpendolo pignorando i beni di sua proprietà, o eventuali crediti da costui vantati nei confronti di terzi. Il creditore può quindi espropriare il debitore dei propri beni mediante il pignoramento volto ad ottenere il soddisfacimento dei propri crediti mediante il ricavato dalla vendita.
Tra le varie opzioni legali poste, dal nostro ordinamento giuridico, a disposizione del creditore, il pignoramento dello stipendio è sicuramente da considerarsi come uno strumento particolarmente efficace poiché, intervenendo direttamente sul salario percepito dal debitore, consente al creditore di trattenere una parte dello stipendio mensile fino alla copertura del debito.
Regolato dall’art. 543 c.p.c., è una forma di espropriazione “presso terzi” soggetta a specifici limiti stabiliti dalla legge, dovendo essere garantito al debitore esecutato il cosiddetto “minimo vitale“, ovvero un importo economico che gli permetta di mantenere un adeguato standard di vita.
La somma massima pignorabile dallo stipendio è pari a 1/5 del suo valore netto, ma è importante precisare che questa regola non vale sempre e che in alcuni casi si può arrivare a pignorare anche i 2/5. Infatti, la legge distingue tre categorie di debiti:
- debiti alimentari, come l’assegno di mantenimento per i figli o per l’ex coniuge;
- debiti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate;
- altri tipi di debiti.
Tale procedura, per i creditori, porta con sé una serie di pro e contro: tra i pro, si evidenzia la capacità di recupero dell’intero credito vantato in quanto il creditore, rivalendosi direttamente sulla fonte di reddito del debitore, potrà godere di un flusso costante di pagamento dallo stipendio pignorato.
Tra i contro, vale la pena evidenziare che l’adozione di tali misure potrebbe comportare un deterioramento del rapporto con il cliente oltre a conseguenze accessorie come ad esempio, l’incidenza sulla reputazione e sull’immagine del creditore, soprattutto se si tratta di una grande azienda che dipende dalla reputazione pubblica e sulle scarse garanzie di recupero del credito, soprattutto nei casi in cui il debitore cambia lavoro o ha già altri pignoramenti in corso.
Per le società di recupero crediti invece, tale forma di pignoramento garantisce una fonte di pagamento più sicura e prevedibile rispetto ad altri metodi di riscossione, in quanto permette di automatizzare il processo di recupero, riducendo la necessità di ulteriori contatti e negoziazioni con il debitore. Difatti, con un pignoramento attivo, il recupero del credito può essere certamente più rapido rispetto ad altre forme di recupero che dipendono dalla buona volontà del debitore. Vanno però considerati anche aspetti negativi. Ottenere un pignoramento richiede molto spesso una procedura legale che può comportare costi significativi sia in termini di spese legali che di tempo. Senza contare che i debitori potrebbero opporsi al pignoramento, provocando così ulteriori ritardi e complicazioni legali.
E’ per questo che il metodo Sagres, mira alla gestione del credito attraverso risorse e tecnologie specializzate mirate a ridurre al minimo il contenzioso, attraverso un’elevata capacità di negoziazione che fa sì che i creditori riescano ad ottenere il pagamento senza dover ricorrere necessariamente all’iter legale vero e proprio. Ciò garantisce ai creditori una significativa riduzione dei costi associati al recupero del credito.
Grazie all’esperienza, alle risorse ed alle tecnologie e competenze, Sagres è un valido alleato per i creditori che devono affrontare situazioni di difficoltà nel recupero dei propri crediti, attraverso lo snellimento delle procedure sia in termini di tempistiche che in termini di costi, migliorando la posizione finanziaria del creditore.
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