Customer experience nel B2B: come FPZ ascolta i clienti e migliora ogni anno
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Perché la customer experience è strategica anche nel B2B
Quando si parla di customer experience, il pensiero corre spesso ai mercati consumer: app intuitive, negozi fisici curati, interazioni digitali fluide. Ma nel mondo B2B — fatto di cicli di vendita lunghi, relazioni pluriennali e decisioni d’acquisto complesse — la qualità dell’esperienza cliente è altrettanto determinante, se non di più.
Un cliente B2B insoddisfatto non cambia fornitore impulsivamente, ma accumula frustrazioni silenziosamente fino al momento del rinnovo contrattuale. Ecco perché ascoltare, misurare e agire sui feedback è una delle leve più potenti per costruire relazioni durature e difendere il fatturato ricorrente.
In questo scenario si inserisce il caso di FPZ, gruppo industriale specializzato in soffianti a canale laterale, pompe dosatrici e ventilatori industriali, che ha scelto di elevare il proprio approccio alla customer experience affidandosi alla metodologia di Sagres. Ne abbiamo parlato con Georgiana Ceausu, marketing strategico del gruppo.
La conversazione che segue è un esempio concreto di come un’azienda industriale italiana — con una cultura organizzativa orientata al miglioramento continuo — possa trasformare la customer experience da funzione di supporto a leva strategica di crescita.
FPZ: un gruppo metalmeccanico con una cultura dell’ascolto
Il gruppo FPZ opera nel settore metalmeccanico con tre aziende specializzate, una presenza internazionale consolidata — inclusa una filiale importante negli Stati Uniti — e ha superato la soglia dei 50 milioni di fatturato da oltre due anni, confermandosi nell’area delle grandi aziende industriali italiane.
Georgiana Ceausu, che lavora nel gruppo da quasi sette anni nel ruolo di marketing strategico, descrive FPZ come un’azienda che non si accontenta di misurare la soddisfazione come esercizio formale:
“Non facciamo l’indagine di Net Promoter Score per avere un voto di cui non ce ne facciamo niente. La facciamo per ascoltare davvero quello che il cliente pensa di noi. E questo coinvolge tutta l’azienda.”
Questa filosofia — misurare per migliorare, non per dimostrare — è ciò che ha spinto FPZ a ripensare l’intera struttura della propria indagine NPS, affidandosi a un partner specializzato come Sagres.
Prima di Sagres: NPS annuale, accesso limitato, zero sentiment
FPZ conduceva indagini NPS già dal 2019. Un impegno non banale per un’azienda industriale. Tuttavia, il modello adottato fino alla collaborazione con Sagres presentava tre limiti strutturali che ne riducevano l’impatto operativo.
Rilevazione concentrata in un solo periodo dell’anno
La prima criticità era la discontinuità temporale. L’indagine veniva condotta una volta l’anno, in un unico momento, con tutto ciò che questo implica: campione ridotto, bassa rappresentatività stagionale, impossibilità di cogliere variazioni nel tempo. Mancava, in sostanza, la visione longitudinale della customer experience.
Accesso ritardato ai risultati
Il secondo limite riguardava la velocità di accesso ai dati. Il team non aveva accesso diretto alle interviste: riceveva la trascrizione delle risposte solo dopo la chiusura dell’indagine. Questo introduceva un ritardo strutturale che rendeva impossibile qualsiasi azione tempestiva sul singolo cliente.
Nessuna analisi del sentiment
Il terzo gap era forse il più significativo in termini di profondità conoscitiva: nessuna sentiment analysis. I dati venivano letti in termini di punteggio NPS, senza indagare la qualità emotiva del feedback né estrarne indicazioni qualitative strutturate.
Con Sagres: rilevazione mensile, real-time e sentiment analysis
L’adozione della metodologia Sagres ha trasformato i tre aspetti critici descritti sopra, portando un cambio di passo concreto e misurabile nella gestione della customer experience.
Indagini mensili: il vantaggio della continuità
Il passaggio da un’indagine annuale a un flusso mensile di rilevazione ha avuto due effetti immediati: l’ampliamento del campione e la rappresentatività statistica. Raccogliere feedback ogni mese — su clienti diversi, in stagioni diverse, in contesti commerciali differenti — consente di costruire una visione molto più accurata e affidabile della percezione complessiva.
“Grazie a Sagres siamo riusciti a fare l’indagine in maniera costante e mensile. Questo ci ha consentito di implementare il campione e di avere una rappresentatività del risultato molto maggiore.”
Un campione più ampio non è solo un vantaggio statistico: è la base su cui costruire decisioni strategiche fondate, non intuizioni.
Accesso in tempo reale: il closed loop diventa possibile
Il secondo cambiamento ha riguardato la velocità di accesso ai dati. Con la piattaforma Sagres, i commerciali possono accedere alle interviste registrate entro la mezzanotte del giorno successivo alla rilevazione. Non più settimane di attesa: il feedback è disponibile in quasi real-time.
Questo ha reso operativo un meccanismo che nella customer experience B2B è considerato tra i più efficaci: il closed loop, ovvero la capacità di richiamare il cliente in tempi brevi per approfondire, chiarire o correggere una criticità emersa dall’intervista.
“Il giorno dopo i commerciali stessi possono ascoltare l’intervista. Questo è sicuramente un grandissimo vantaggio perché permette di fare il famoso closed loop: richiamare il cliente dove è necessario e fare determinate azioni.”
In un mercato B2B dove la relazione personale è ancora il centro della dinamica commerciale, poter intervenire rapidamente su un feedback negativo — o rafforzare un’esperienza positiva — è un asset competitivo non banale.
Sentiment analysis: scoprire ciò che i numeri non dicono
La vera novità dell’ultimo anno è stata, però, la sentiment analysis: uno strumento che ha permesso a FPZ di andare oltre il punteggio NPS e leggere la qualità emotiva del feedback, anche quello dei clienti apparentemente più soddisfatti.
Il risultato ha sorpreso — in senso positivo — il team. FPZ ha percentuali di promotori molto alte, superiori al 50%. Un dato eccellente per qualsiasi standard di settore. Eppure, l’analisi del sentiment ha rivelato che anche molti di questi promotori avevano qualcosa da dire: suggerimenti, piccole insoddisfazioni, aspettative non pienamente soddisfatte.
“Abbiamo scoperto che nonostante i voti così alti, questi promotori ci danno un voto alto, sono soddisfatti, però hanno qualcosa da dirci. Suggerimenti di miglioramento che senza la sentiment analysis non avremmo mai identificato.”
Questo tipo di insight è particolarmente prezioso per un’azienda che — come FPZ — ha già raggiunto standard elevati di soddisfazione. Il margine di miglioramento non si trova più nei clienti critici, ma nelle sfumature dei clienti soddisfatti. E solo una sentiment analysis strutturata permette di farlo emergere.
Prima e dopo: una sintesi del cambiamento
La tabella seguente riassume i principali cambiamenti nella gestione della customer experience dopo l’adozione della metodologia Sagres:

Il coinvolgimento del comitato di direzione: quando i dati diventano emotivi
Uno degli aspetti più significativi del progetto con Sagres è stato il modo in cui i dati sono stati restituiti all’interno di FPZ. Non un report freddo consegnato al marketing, ma una sessione di ascolto condivisa con il comitato di direzione, dove le analisi statistiche erano accompagnate dalle registrazioni audio delle interviste reali.
Sentire direttamente la voce del cliente — il tono, le pause, le emozioni — produce un impatto diverso rispetto alla lettura di un grafico. Ha un effetto mobilizzante. E in FPZ questo è stato compreso e gestito con intelligenza organizzativa.
“È stato un momento veramente ricco e pieno di emozioni. Il comitato si è sentito parte di questa analisi, perché la facciamo non per avere un voto, ma per dare davvero voce al cliente.”
Il progetto non si è fermato al comitato: la stessa presentazione è stata replicata al sales meeting internazionale di fine anno, con la partecipazione di tutte le filiali — inclusa quella americana. I commerciali di tutto il mondo hanno ascoltato le voci dei loro clienti, rafforzando la consapevolezza che la customer experience è una responsabilità distribuita, non centralizzata.
Questo approccio — che potremmo chiamare democratizzazione dell’ascolto — è uno dei differenziali più importanti che una metodologia strutturata può portare a un’organizzazione complessa.
Un progetto plurilingua per una realtà globale
FPZ è un gruppo internazionale, con clienti in tutto il mondo e una forza commerciale distribuita su più continenti. Per questo, le interviste sono state condotte in più lingue — italiano, inglese, tedesco, spagnolo e altre — e successivamente normalizzate in inglese per garantire confrontabilità dell’analisi.
Questa scelta metodologica è fondamentale in un progetto di customer experience globale: dare voce a tutti i clienti, indipendentemente dalla loro lingua, significa costruire una mappa di soddisfazione realmente rappresentativa e non distorta dalla barriera linguistica.
La capacità di Sagres di gestire indagini multilingua — mantenendo coerenza analitica e garantendo accesso ai risultati in tempo reale — è uno degli elementi che ha reso questo progetto scalabile e ripetibile anche in futuro.
Sul piano pratico, gestire un’indagine multilingua richiede non solo la traduzione dei questionari, ma anche la normalizzazione semantica delle risposte aperte: un feedback espresso in tedesco con sfumature locali deve essere leggibile e comparabile con uno espresso in inglese americano. Questo è un lavoro che va oltre la traduzione automatica e richiede competenze specifiche di analisi qualitativa cross-culturale.
Dai dati alle azioni: il vero scopo della customer experience
Ascoltare i clienti è necessario. Analizzare i dati è utile. Ma il vero valore si genera solo quando le organizzazioni trasformano i feedback in azioni concrete e misurano l’effetto di quelle azioni nel tempo.
FPZ ha dimostrato di aver compreso questo principio: dopo la restituzione dei risultati, il team ha selezionato le priorità emerse dalla sentiment analysis — in particolare i suggerimenti dei promotori — e ha avviato un piano d’azione specifico che guiderà i processi aziendali nel corso dell’anno.
“Abbiamo già intrapreso delle azioni correttive per quest’anno che guideranno i processi aziendali. E non vediamo l’ora di riniziare la rilevazione per vedere i frutti delle attività che stiamo implementando.”
La verifica dell’efficacia di queste azioni avverrà naturalmente attraverso le prossime indagini mensili: il ciclo dell’ascolto si chiude e si riapre continuamente, in un processo virtuoso di miglioramento incrementale che è, in fondo, la vera essenza di una strategia di customer experience matura.
FPZ adotta la filosofia Lean come metodologia operativa per eccellenza. In questo contesto, i feedback della customer experience non sono percepiti come dati aziendali separati dall’operatività, ma come segnali di spreco o di eccellenza da integrare nei processi di miglioramento continuo. Sentire la voce del cliente non è un’attività di marketing: è kaizen applicato alla relazione commerciale.
La metodologia Sagres per la customer experience B2B
Il caso FPZ illustra in modo concreto i pilastri dell’approccio Sagres alla customer experience B2B. Non si tratta di uno strumento di rilevazione standard, ma di una metodologia integrata che combina tecnologia, analisi qualitativa e supporto strategico.
I tre pilastri dell’approccio
- Continuità della rilevazione: indagini mensili che garantiscono campioni rappresentativi e visione longitudinale della customer experience.
- Accesso in tempo reale: i commerciali possono ascoltare le interviste entro 24 ore, abilitando il closed loop con i clienti.
- Profondità analitica: la sentiment analysis va oltre il punteggio NPS per identificare i segnali deboli e i suggerimenti impliciti.
A questi si aggiunge la dimensione relazionale del progetto: la restituzione dei risultati non avviene via report, ma attraverso sessioni di lavoro condivise con il management, dove la voce del cliente — letteralmente — entra nella stanza delle decisioni. È questa combinazione di rigore metodologico e intelligenza relazionale che distingue un programma di customer experience realmente efficace da una semplice raccolta dati.
Perché scegliere Sagres per la customer experience
Sagres fa parte di un ecosistema integrato che copre l’intero ciclo di vita della relazione cliente: dal primo contatto (Customer Care) all’analisi della soddisfazione (Customer Experience), fino alla gestione del credito (Credit Management). Questa visione a 360 gradi permette di leggere la relazione con il cliente in tutta la sua complessità, evitando i silos informativi che spesso compromettono la qualità delle analisi.
Per le aziende B2B che vogliono costruire una customer experience solida e misurabile, l’approccio Sagres offre strumenti concreti, metodologie validate e un supporto consulenziale che trasforma i dati in decisioni.
La customer experience come vantaggio competitivo
Il caso FPZ dimostra che la customer experience nel B2B non è un esercizio di immagine, ma un driver concreto di miglioramento operativo e retention commerciale. Ascoltare i clienti con continuità, rendere i dati accessibili a chi lavora sul campo, analizzare il sentiment oltre il punteggio e trasformare i feedback in azioni misurabili: questi sono i pilastri di un approccio maturo all’ascolto del cliente.
E la testimonianza di Georgiana Ceausu — con la sua consapevolezza metodologica e la sua capacità di coinvolgere l’intera organizzazione — è la conferma che la customer experience, quando è presa sul serio, diventa un differenziale competitivo reale.
“Consiglierei questa metodologia? Assolutamente sì. E darei un 10.”
Se vuoi scoprire come Sagres può supportare la tua azienda nell’analisi e nel miglioramento della customer experience, contattaci per una consulenza personalizzata.
Domande frequenti sulla customer experience B2B
Cos’è il Net Promoter Score (NPS) e perché è utile nel B2B?
Il Net Promoter Score è un indicatore che misura la probabilità che un cliente raccomandi un’azienda a un collega o partner. Nel B2B, dove il passaparola e la reputazione sono fondamentali, l’NPS offre una misura sintetica e affidabile della soddisfazione complessiva e della fedeltà del cliente.
Qual è la differenza tra customer satisfaction e customer experience?
La customer satisfaction misura il grado di soddisfazione del cliente rispetto a una specifica interazione o prodotto. La customer experience è un concetto più ampio: riguarda la percezione complessiva che il cliente costruisce nel tempo, attraverso tutti i touchpoint con l’azienda. Una buona customer experience genera non solo soddisfazione, ma fedeltà e advocacy.
Cos’è la sentiment analysis applicata alla customer experience?
La sentiment analysis è una tecnica di analisi del linguaggio naturale (NLP) che permette di classificare il tono emotivo di un testo o di un’intervista come positivo, negativo o neutro. Applicata alla customer experience, consente di andare oltre il punteggio numerico e identificare le emozioni, le aspettative e i segnali di insoddisfazione latenti presenti nel feedback qualitativo.
Cos’è il closed loop nella gestione dei feedback clienti?
Il closed loop è il processo con cui un’azienda, dopo aver ricevuto un feedback da un cliente, lo ricontatta per ringraziarlo, approfondire la sua esperienza o risolvere un problema. È una pratica fondamentale nella customer experience B2B perché trasforma la rilevazione passiva in un’azione relazionale concreta.
Come si misura l’efficacia di una strategia di customer experience?
L’efficacia si misura attraverso la variazione nel tempo dei KPI di customer experience: NPS, Customer Satisfaction Score (CSAT), Customer Effort Score (CES) e, più recentemente, metriche qualitative come il sentiment score. La chiave è confrontare i risultati prima e dopo l’implementazione delle azioni correttive, mantenendo la rilevazione continua per cogliere le variazioni.