Sagres per Ge.Se.Sa nel Contact Center
CO-CREIAMO SOLUZIONI

Il contact center è stato il punto di partenza, ma anche il motore di un’evoluzione significativa che ha trasformato una semplice relazione di fornitura in una vera e propria collaborazione strategica.
La nascita di una collaborazione tra due aziende può avvenire in molti modi, ma quando accade che un rapporto di fornitura si trasformi in un’alleanza strategica, si entra in un territorio molto più interessante. È questo il caso della relazione instaurata tra Sagres, realtà che opera nel settore dei contact center e dei servizi alla clientela, e Ge.Se.Sa, azienda attiva nei settori idrico ed energetico.
La gestione quotidiana e le attività del contact center hanno rappresentato un elemento chiave in questa trasformazione. Ciò che è nato inizialmente come un semplice affidamento di un servizio, si è trasformato nel tempo in una sinergia operativa e culturale che oggi costituisce un vero e proprio esempio di innovazione nel campo della customer experience.
Il valore della relazione è stato al centro sin dall’inizio. Le due aziende hanno saputo integrare visioni, approcci e strumenti per rispondere in modo efficace, puntuale ed empatico alle esigenze del cliente finale. Un cliente che, oggi più che mai, chiede non solo efficienza, ma ascolto, coerenza e attenzione. L’idea non è stata quella di limitarsi a “rispondere al telefono” nel contact center, ma di costruire un’esperienza d’ascolto in grado di rafforzare la fiducia, migliorare la percezione del servizio e creare valore a lungo termine.
Quando il contact center diventa parte integrante del brand
In questa partnership strategica e sinergica, il contact center non è concepito come una funzione isolata, marginale o periferica rispetto al core dell’organizzazione, ma diventa a pieno titolo un’estensione diretta, concreta e riconoscibile dell’identità aziendale. Questa integrazione profonda, questo legame operativo e valoriale tra contact center e brand è ben sintetizzato nelle parole di Grazioso, che afferma con chiarezza e convinzione: “L’operatore diventa il brand ambassador dell’azienda, non solo evade una richiesta, ma è ambasciatore di quel brand, deve trasmettere la forza, la capacità, la gestione che l’azienda ha nei confronti dell’utente finale”.
In questo senso, il ruolo dell’operatore va ben oltre la semplice interazione funzionale: ogni telefonata, ogni scambio verbale, ogni risposta fornita rappresenta un’occasione per incarnare, trasmettere e rafforzare i valori dell’azienda stessa.
Chi interagisce con l’utente finale, che si tratti di un singolo operatore o di un team leader o di qualsiasi altra figura coinvolta nel processo, rappresenta, in modo diretto e inequivocabile, a tutti gli effetti l’azienda nel suo insieme. Per il cliente che riceve assistenza o supporto, non esiste alcuna distinzione tra chi fornisce il servizio e chi lo eroga materialmente: ogni voce che risponde al telefono è percepita come la voce ufficiale del brand, un’estensione umana dell’identità aziendale. Questo conferisce al contact center un ruolo centrale nel costruire una customer experience coerente, affidabile e riconoscibile.
Questo approccio metodologico e culturale si basa su una formazione attenta, continua e centrata non solo sulle competenze tecniche, ma anche su quelle relazionali e valoriali. Gli operatori non sono semplicemente istruiti sull’utilizzo di script o procedure standard o manuali operativi, ma vengono coinvolti in un percorso di conoscenza approfondita e consapevole. Questo percorso comprende non solo le informazioni essenziali per rispondere efficacemente alle richieste, ma anche una vera e propria immersione nei valori aziendali, nella cultura organizzativa, nella sensibilità verso il territorio in cui si opera, e soprattutto nella consapevolezza di essere parte integrante di un processo fondato sulla relazione, sulla fiducia reciproca e sull’ascolto attivo.
Il risultato tangibile e concreto di questo lavoro, svolto con dedizione e coerenza, è un customer care che non si limita a essere una funzione tecnica o informativa, ma si evolve e si qualifica come presidio umano, canale empatico, punto di contatto autentico e credibile tra azienda e cittadino. Questo approccio, che valorizza la dimensione relazionale del servizio, si dimostra particolarmente efficace e necessario nei settori regolati – come quello idrico ed energetico – nei quali elementi come la trasparenza, la tempestività e la capacità di gestione delle emergenze rappresentano fattori imprescindibili. In tali contesti, il contact center assume un ruolo ancor più strategico, diventando uno strumento essenziale per consolidare la fiducia degli utenti e rafforzare la reputazione dell’azienda.
Un approccio bottom-up, costruito sulle esigenze reali
Ciò che distingue questo modello è il metodo di lavoro. Invece di applicare soluzioni preconfezionate, si parte dalle esigenze reali espresse dal territorio, dagli utenti e dai committenti. Ogni progetto nasce con un’analisi condivisa, con una mappatura puntuale dei bisogni e con una progettazione partecipata delle soluzioni operative.
Questo approccio bottom-up si riflette anche nella scelta delle risorse. Le persone inserite nel contact center non vengono selezionate solo per le competenze tecniche, ma per l’attitudine alla relazione, la disponibilità all’ascolto e la capacità di gestire situazioni delicate. Il capitale umano diventa così il vero asset su cui costruire un servizio di qualità, adattabile e flessibile.
La personalizzazione è una parola chiave: dalla formazione ai processi, dalle metriche alle modalità di risposta, tutto è costruito in funzione di un obiettivo chiaro – offrire al cliente un’esperienza coerente, affidabile e soddisfacente. Questo significa lavorare sulla qualità percepita, ridurre la distanza tra operatore e utente, e costruire relazioni durature basate sulla fiducia.
Il valore strategico dell’empatia
Molti parlano di customer satisfaction, ma pochi riescono a misurarla attraverso la qualità della relazione umana. In questo caso, invece, è proprio l’empatia a fare la differenza. L’operatore è formato per riconoscere le emozioni dell’utente, interpretare i suoi bisogni latenti e rispondere con gentilezza, competenza e tempestività.
Ci sono casi in cui questo valore assume un significato ancora più profondo. Si pensi, ad esempio, alla gestione di situazioni critiche come guasti o interruzioni del servizio in abitazioni con persone fragili o anziane. In quei momenti, la differenza non la fa solo la risoluzione tecnica, ma la qualità dell’accompagnamento umano: la capacità di restare presenti, rassicurare, offrire soluzioni reali e dimostrare attenzione sincera.
Tutto questo richiede un investimento costante in cultura organizzativa. Le persone che lavorano nel contact center vengono accompagnate in un percorso che non si limita a trasmettere competenze, ma favorisce la crescita di una mentalità centrata sull’altro, capace di cogliere l’unicità di ogni interazione. L’empatia non è un accessorio, ma una leva strategica che influisce direttamente sulla reputazione del brand e sulla fidelizzazione del cliente.
La formazione come leva di crescita
In questo modello operativo, la formazione non è un evento, ma un processo continuo. Ogni fase del progetto è accompagnata da momenti di aggiornamento, confronto e affinamento delle competenze. La formazione è cucita su misura, calibrata sulla base delle esigenze del servizio e arricchita da elementi pratici ed esperienziali.
Uno degli elementi distintivi è la trasversalità dei contenuti: oltre alle nozioni tecniche, gli operatori apprendono soft skill fondamentali, come la gestione del conflitto, l’ascolto attivo, la comunicazione assertiva. Tutto questo li rende autonomi, competenti e capaci di affrontare situazioni anche molto complesse, con un approccio sempre professionale.
Un operatore formato in questo modo non è semplicemente un esecutore, ma un imprenditore del proprio ruolo. Si sente parte di un progetto più grande, capisce l’importanza del suo lavoro, interiorizza i valori aziendali e li trasmette con autenticità. Questo fa sì che ogni interazione telefonica diventi un’opportunità per costruire relazione, risolvere problemi e rafforzare la fiducia.
L’integrazione tra tecnologia e umanità
Sebbene il fulcro del servizio rimanga sempre la relazione umana, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale e imprescindibile nel garantire efficienza , continuità operativa e qualità del servizio stesso. I sistemi utilizzati sono altamente avanzati, integrati perfettamente con i CRM dei clienti e capaci di gestire flussi complessi in modo scalabile e dinamico. Ma ciò che rende davvero distintiva l’esperienza utente non è solo la tecnologia, bensì il modo in cui queste tecnologie vengono utilizzate al servizio delle persone, mettendo sempre il cliente al centro dell’attenzione.
Gli strumenti digitali moderni e innovativi non sostituiscono in alcun modo l’interazione umana diretta, ma la supportano efficacemente e la potenziano. Essi consentono di personalizzare le risposte in modo puntuale, tracciare con precisione la storia completa del cliente, intervenire rapidamente in caso di necessità e monitorare costantemente le performance di ogni operatore e processo. Tuttavia, al centro di tutto resta sempre l’operatore del contact center, con la sua voce autentica, la sua capacità empatica di capire i bisogni, spiegare con chiarezza, tranquillizzare e offrire soluzioni concrete e personalizzate.
L’adozione di nuove piattaforme tecnologiche, l’automazione intelligente di alcuni processi ripetitivi e l’analisi approfondita dei dati raccolti servono principalmente a liberare tempo e risorse da dedicare a ciò che conta davvero: la relazione umana. Quando l’equilibrio tra tecnologia e umanità è governato in modo sapiente e consapevole, il risultato finale è un servizio di contact center moderno, fluido e allo stesso tempo profondamente umano, capace di creare valore e soddisfazione duratura.
Il contact center come presidio strategico
In questo scenario, il contact center non è più solo un centro di risposta, ma un vero e proprio presidio strategico. È il luogo in cui si ascolta la voce del cliente, si raccolgono informazioni preziose, si intercettano segnali deboli, si prevengono criticità. È un centro di raccolta dati, ma anche uno spazio in cui l’azienda prende forma agli occhi dei cittadini.
Lavorare in modo così integrato consente di cogliere in anticipo le tendenze, mappare le esigenze in evoluzione e reagire con flessibilità. Ad esempio, in situazioni di emergenza, il contact center può diventare il primo canale di supporto, capace di attivare rapidamente le strutture operative, indirizzare le richieste e fornire informazioni aggiornate.
Tutto questo non è frutto del caso. È il risultato di una progettazione attenta, di una collaborazione strutturata, di una cultura organizzativa condivisa. Quando il partner del servizio clienti diventa parte della strategia aziendale, si creano le condizioni per una relazione solida, fondata su fiducia, competenza e risultati concreti.
Un approccio replicabile e sostenibile
Uno degli aspetti più rilevanti e significativi di questa esperienza concreta è rappresentato senza dubbio dalla sua replicabilità, che si manifesta come un valore aggiunto particolarmente interessante per tutte quelle realtà che operano in contesti affini o che si trovano ad affrontare dinamiche organizzative simili.
Il modello costruito nel tempo, con attenzione, dedizione e precisione, è infatti pienamente adattabile e applicabile ad altri contesti differenti, settori eterogenei e territori con caratteristiche proprie, confermandosi così come un esempio virtuoso di progettazione orientata alla flessibilità e alla scalabilità. Per renderlo realmente operativo in altri scenari, ciò che risulta necessario è una visione chiara e lungimirante, accompagnata dalla volontà autentica di ascoltare i bisogni, dalla capacità concreta di costruire processi condivisi e dalla disponibilità costante a investire nel capitale umano, che resta il vero cuore pulsante di qualsiasi servizio, specialmente nel mondo dei contact center.
La sostenibilità effettiva e duratura di questo approccio, che ha trovato riscontro positivo nel tempo, è garantita proprio dalla sua flessibilità, dalla sua apertura e dalla sua adattabilità. Non si basa su schemi fissi, né su modelli rigidi e statici, ma si fonda su una serie di principi chiari ben definiti e non negoziabili: la centralità della relazione umana, la valorizzazione delle persone che vi operano quotidianamente, l’ascolto puntuale e costante del cliente, la cura dei dettagli in ogni fase dell’erogazione del servizio e la formazione continua, pensata come processo e non come evento isolato.
Tutto questo rende il servizio non solo efficiente e ben strutturato, ma anche profondamente resiliente, cioè in grado di affrontare e gestire con efficacia momenti complessi e trasformazioni improvvise, evolvendosi coerentemente nel tempo. Il contact center, in questo scenario, diventa quindi un presidio stabile e strategico, capace di adattarsi alle trasformazioni del mercato e di rispondere in modo flessibile e puntuale alle nuove esigenze.
In un mercato contemporaneo che si presenta ogni giorno più competitivo, dinamico e fortemente orientato all’esperienza utente, saper costruire e mantenere nel tempo una relazione autentica, credibile e coerente con il cliente finale rappresenta un vantaggio competitivo reale, tangibile e duraturo.
Le aziende che comprendono per prime l’importanza di questo approccio e che sono in grado di metterlo in pratica in modo coerente, consapevole e determinato, sono anche quelle che riescono a distinguersi in modo netto nel panorama di riferimento, proprio grazie alla forza relazionale che riescono a esprimere. In questo, il contact center non è più un semplice strumento operativo, ma un elemento chiave della strategia relazionale, il ponte tra azienda e utente che trasforma ogni interazione in valore.
Fidelizzazione e retention: l’effetto tangibile di un buon servizio
Il cliente che si sente ascoltato, che trova risposte puntuali e che percepisce coerenza tra i valori dichiarati e quelli agiti, difficilmente cambia fornitore. Questo è particolarmente vero nei settori regolati, dove l’offerta è spesso simile e la differenza la fa proprio la qualità della relazione. Quando un cliente entra in contatto con un’azienda, soprattutto attraverso il canale del contact center, ciò che si aspetta non è solo l’efficienza della risposta o la rapidità della gestione, ma una reale attenzione, una disponibilità all’ascolto e una comprensione sincera dei propri bisogni.
In questi casi, la qualità percepita nasce non solo dalla risoluzione del problema, ma dal modo in cui questa risoluzione viene condotta, dal tono della voce dell’operatore, dalla chiarezza comunicativa, dalla coerenza con quanto promesso.
Fidelizzare non significa solo offrire un buon servizio, ma creare un legame di fiducia che resiste nel tempo. Il contact center è uno degli strumenti più efficaci in questo senso. Ogni chiamata è una micro-esperienza che può rafforzare o indebolire il rapporto con il cliente. Quando ogni contatto diventa un momento di cura, la fidelizzazione diventa naturale, spontanea, e si trasforma in una delle leve più solide per la crescita.
Il contatto quotidiano, soprattutto quando avviene attraverso il contact center, è una continua occasione di costruzione della relazione, in cui l’aspetto umano si intreccia in modo imprescindibile con quello operativo.
In questo senso, la retention non è solo un obiettivo di marketing, ma il risultato di un ecosistema relazionale che funziona. Un ecosistema in cui ogni componente – dall’operatore al responsabile del servizio – lavora con l’obiettivo comune di creare valore per l’utente. È un impegno corale, che trova nel contact center un punto di sintesi: un luogo dove il servizio si trasforma in esperienza, e dove l’ascolto diventa azione concreta.
Una visione condivisa, un’identità unificata
Il grande risultato di questa collaborazione è la costruzione di un’identità condivisa. Sebbene si tratti di due realtà diverse, con storie e competenze distinte, l’integrazione è così profonda che il cliente percepisce un’unica voce, un’unica azienda, un unico approccio. Questo è il frutto di un lavoro quotidiano, di un allineamento costante, di una cultura comune. È attraverso un lavoro articolato e meticoloso che si è riusciti a consolidare una visione che va oltre i confini operativi dei singoli attori coinvolti, arrivando a creare una coesione reale e tangibile.
In questo contesto, il contact center ha svolto un ruolo fondamentale: non solo come strumento operativo per la gestione delle richieste, ma anche come piattaforma relazionale in cui i valori condivisi prendono forma ogni giorno.
Tutto parte dal riconoscere che il cliente non è un numero, ma una persona. Che ogni contatto, ogni richiesta, ogni scambio avviene tra individui, e non tra sistemi impersonali. Che la relazione non è un obbligo, ma un’opportunità, un’occasione preziosa per consolidare fiducia, empatia, ascolto attivo. Che il servizio clienti non è una funzione accessoria, ma il cuore dell’esperienza aziendale, e il contact center è il luogo in cui questa esperienza si manifesta in modo diretto, concreto e significativo.
È su questi pilastri che si costruisce un modello efficace, umano e replicabile. Un modello in cui il contact center non è più solo un mezzo, ma diventa un vero e proprio presidio culturale e strategico per la relazione con il cliente.